sulle traccie del vifì

posted on | January 12, 2010 | 6 comments

la compagnia telefonica marocchina s’intitola moriam.

portatevi le cartine lunghe da casa.

portatevi le cartine da casa [nel senso delle mappe]. ed attenzione. io ne avevo una stampata nel duemilanove, ma la carta era del novantasette [è una data scritta più nascosta e più in piccolo]. per uno che sta in italia tredici anni non sono nulla visto che la nostra rete stradale è grossomodo quella del trentadue, ma in marocco in tredici anni di pil al più centoquarantapercento hanno costruito un altro paese. e non è un modo di dire.

se avete la barba, anche poca, siete alìbabà, se fate storie sul prezzo siete un beriberi. se siete italiani al ristorante vi accolgono tutti con la stessa frase. grossomodo. antonella clerici, la prova del cuoco.

la cucina marocchina è strepitosa, varia, abbondante come in nessun altro paese del nordafrica. e potete leggere tutte le guide misclen del pianeta. se vi piace il pesce, in nessun posto al mondo è più buono che al porto di essauira.

da noi gli insediamenti urbani hanno seguito una ben precisa logica nel corso dei secoli. la gente arrivava in un posto, cercava un luogo sicuro, fertile, soleggiato e dotato di acqua potabile. in marocco cercano una pubblicità della cocacola e costruiscono un bar. è lì che sorgerà il nuovo centro abitato.

nelle zone desertiche, più a sud, quasi tutti i giovani marocchini sono sposati con una giovanissima [ecs] turista giapponese.

strade nuove, spa ed ecoturismo, ristoranti bio, idroelettrico, eolico, solare per l’acqua. tutto canalizzato alla perfezione, ché coll’equilibrio idrogeologico non si scherza se costruisci tutto in pisè. svizzera? no. il nuovo nord del marocco.

c’è campo ovunque. c’è vifì ovunque. il digital divaid non sussiste.

portate vestiti, giocattoli, scarpe. sebbene rispetto a dieci anni fa abbiano costruito un nuovo paese ed i bambini non ti rincorrano più piangendo per pochi diram [ora vanno tutti a scuola, è questo è bello], nelle zone più povere è tutta roba che fa molto comodo. più dei soldi. il baratto è benvenuto.

in fila ad alcse’iras. quanto costa enne persone più una macchina per seuta? ennecento euro. ah, ed una persona più una macchina? sessantasette euro. [una volta in fila, viene a tutti la stessa idea].

  1. quattro soldi sul comò
  2. suspans!
  3. barbitonsori
  4. l’acciaio del ponte
  5. diavolerie moderne

comments

6 responses to “sulle traccie del vifì”

  1. Mattia
    January 12th, 2010 @ 10:37 am

    Sì, però la macchina da uno che si chiama “PENATI auto” non la dovevi comperare.

  2. [c]*
    January 12th, 2010 @ 10:42 am

    non ho e non avrò mai una auto in vita mia. quando mi servono le noleggio.

    il fatto che su centotre lettori ben in ventidue mi abbiano già fatto notare una cosa scritta all’incontrario su di un parabrezza è indice che siete tutti matti.

  3. Mattia
    January 12th, 2010 @ 11:00 am

    Pensa che io sospettavo avessi scelto quella foto apposta per fartelo dire.

    Piesse: sì, io sono matto.

  4. Giorgio
    January 12th, 2010 @ 11:24 am

    Faccio notare il raccapriccio del cuoricino vicino a penati
    Ripensandoci non stona.
    penati, auto, cuoricini, suscitano tutti irritazione

  5. binjip
    January 12th, 2010 @ 1:55 pm

    quei due nella foto li stimo parecchio.
    “mio simile, mio amico”

  6. ictusribattuto
    January 12th, 2010 @ 10:32 pm

    ahah alibaba! vero!
    i miei amici barbamuniti sono stati alibaba per 15 giorni, indipendentemente dalla zona in cui eravamo.
    io invece, l’unica un po’ francofona del manipolo, venivo evocativamente appellata “la gazelle”, che anche se sai che è comune epiteto per tutte le donne non locali, e anche se, come alibaba per gli uomini con i peli in faccia, lo senti ovunque, ti fa sentire lo stesso fighissima.

    antonella clerici non pervenuto però.
    magari è una novità.

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