l’uomo che leccava il dorso dei libri

posted on | November 24, 2009 | 14 comments

Feticismo del piede nel nylon

a me quelli che siccome arriva chindol si perderà il piacere della lettura mi sembrano tutti un gruppo di feticisti del nailon. sai una di quelle cose che tu credi di aver scaricato un film di chicoin ed invece ti trovi un brasiliano brutto proprio di faccia che annusa grufolando il piedino guantato di una russa?

ecco. ma che cazzo, non potete fare delle vostre legittime perversioni un problema globale. la gente i libri soprattutto li legge. la parte in cui li si palpa e ce li si strofina addosso è residuale.

eppoi, così come qualcuno mette i dischi sul vinile per quelli che li annusano sottovuoto, ci sarà qualcuno che stampa libri per chi ha bisogno di sentire l’odore dell’inchiostro come io ogni tanto di sniffare un pennarello alla benzina.

ma aldilà di tutto questo il formato elettronico è ecologico, è pratico, è meglio.

e che soppianterà la roba di carta è scontato. perché, e lo ribadisco, le persone comuni i libri soprattutto li leggono. e dopo non sanno dove metterli.

piesse. comunque, anche io voto nuuk.

tag: christian rocca, editoria, feticismo, gérard kikoine, kindle, la repubblica, libri, nylon

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comments

14 responses to “l’uomo che leccava il dorso dei libri”

  1. massimo
    November 24th, 2009 @ 10:16 am

    daccordo con quello che hai scritto tu, ma l’ articolo che hai linkato non e’ cosi’ da feticisti. Addirittura descrive l’ oggetto con una certa obbiettivita’. e quella faccenda della percentuale letta, che non sapevo, spiazza un po’ anche me. alla fine ho letto di molto peggio.

  2. Ted
    November 24th, 2009 @ 12:52 pm

    Secondo me, dell’affermazione degli ebook ne risentiranno parecchio gli scritto in copyleft, come i Wuming. Finora, il download libero dei loro libri serviva anche come lancio per le copie cartacee. Ora con i reader a schermo ottimizzati, non avrà proprio più nessun senso acquistare i loro libri.
    Però potranno trovare nuove soluzioni, con contributi liberi, come avviene per il software in GPL. Tanto non penso campino di copie vendute – ma di contratti con gli editori un po’ sì.

  3. Folletto Malefico
    November 24th, 2009 @ 2:17 pm

    Io ricorderei cmq che gli attuali Kindle e Nook sono giusto i primi che hanno un livello di usabilità accettabile. :)

    Io aspetto quelli con un livello di usabilità buona: eink in alta risoluzione, colori, touch, possibilità di annotare.

    Allora, beh.

    Praticamente nessun rimpianto. :P

  4. trofimov
    November 24th, 2009 @ 2:34 pm

    Personalmente, i libri non li lecco. Però, questo sì, mi piace possederne(nel senso proprio del termine).
    E’ facile peraltro che, quando sarà più accessibile (economicamente, e per catalogo italiano), magari un pensierino all’oggetto
    lo farò.
    Segnalo però alcune problematiche che l’adozione del formato ibùk in
    luogo del cartaceo potrà produrre:
    1)impossibilità di stupire la bellezza da concupire con la vastità della propria libreria (“Quanti? Li hai letti tutti?”
    Certo che no, come al solito si tratta
    di ‘campagna elettorale’);
    2) i libri è bello anche scambiarli, o regalarli. Un trasferimento di file
    è molto più impersonale;
    3) difficoltà (almeno per quanto mi riguarda) nello smaltimento delle Billy.
    4) possibile ulteriore drastico calo delle
    diottrie, sforzate dalla lettura a vìdio.

  5. ictusribattuto
    November 24th, 2009 @ 2:36 pm

    nessun rimpianto, concordo pienamente sul formato elettronico come migliore in tutti i sensi.

    l’attacamento alla carta però non è una questione di feticismo.
    le persone che si comprano i libri li leggono e poi li vogliono tenere (e questa volontà è compresa nell’atto dell’acquisto), e il problema dello spazio dove metterli è secondario, se no te li fai prestare, invece di comprarli.
    è che se ho letto qualcosa che mi è piaciuto voglio possederlo fisicamente, e nel volerlo possedere, accetto anzi voglio che occupi spazio in casa mia, che quindi è piena di libri, e non la vorrei diversa. mi piace vederli.
    quindi in effetti forse è una questione di feticismo.

  6. ictusribattuto
    November 24th, 2009 @ 2:37 pm

    ecco appunto, concordo con trofimov.

  7. Manuel
    November 24th, 2009 @ 3:59 pm

    sono d’accordo con tutti; io i libri voglio tenerli.
    quelli belli, importanti, che mi danno qualcosa, con le grandi foto a colori.
    tutti gli altri, tutti i quotidiani se possibile voglio leggerli e bruciarli perchè ingombrano.
    ma se invece di bruciarli li tenessi su un hard disk e potessi consultarli quando più mi serve?

  8. Garguz
    November 24th, 2009 @ 5:45 pm

    Per me è anche una (più semplice) questione di abitudine. Io, abituato a leggere libri cartacei, faccio fatica a pensare ad un altro modo di farlo. Oltretutto, mi sembra che letti a video sia peggio, ma forse anche questa è questione di abitudine.

    Immagino che per molti, più che feticismo, sia questione di abitudine, come per me.

    Quindi, senza ridicoli piagnistei su “come era bello un tempo quando c’erano i libri cartacei, poi è arrivato il computer brutto e cattivo e tutto ora fa schifo”, penso però che l’avvento degli ebook magari è inevitabile, ma sarà più lento di quanto pensiamo, perchè l’abitudine dei “vecchi” che leggono i vecchi libri cartacei durerà ancora parecchio.

  9. me stesso medesimo
    November 24th, 2009 @ 6:00 pm

    Io volevo quello della sony con i punti Lufthansa (o come si scrive) ma dicono che lo spediscono solo in Germania.

  10. Mattia
    November 24th, 2009 @ 9:17 pm

    Allora,

    1) @Garguz (l’uomo più saturo della storia)
    I lettori di ibuk hanno uno schermo fantastico che assomiglia davvero alla carta. Guardane uno dal vivo e vedrai che non è assolutamente peggio della carta. Roba che ci si commuove.

    2) Il passaggio all’ibuk è anche democratico. Io ho scritto un ibuk che non ha senso distribuire su carta perché può interessare poche persone. L’ho messo a disposizione gratis sul mio sito e chi è interessato all’argomento lo trova e lo scarica. Questo ti consente di raggiungere il tuo target senza dover intasare di carta (che poi va al macero) le librerie di tutta italia.

    3) Proprio per questo però vorrei capire: ma non esiste un lettore di ibuuk che invece di comprare i libri da amazon, puoi caricarci i tuoi pdf?

  11. [c]*
    November 24th, 2009 @ 9:36 pm

    non è che stabilivo che una cosa è meglio dell’altra. ognuno è affezionato alle cose più assurde e sono piuttosto fatti suoi.

    io dico solo che il bisogno fisico del libro è residuale. riguarda la stessa nicchia che troverà sempre libri di carta perché soddisferanno esattamente quel mercato.

    quello che intendo è che aldilà della percezione personale dell’esperienza della lettura, sui grandi numeri il passaggio sarà ineluttabile e senza rimpianti. e nessuno avrà perso nulla.

    il problema è che spesso chi si abbandona a tali nostalgie struttura il suo pensiero in un modo assurdo “a me piacciono i libri così e quindi chi non la pensa come me non sa cosa si perde”.

    non lo so. e francamente non sento il bisogno di scoprirlo.

  12. dario
    November 25th, 2009 @ 12:27 am

    io mi sono letto un racconto di camilleri dal cellulare.
    E non ho fatto neanche la fatica di dover girare le pagine.
    La libreria l’ho dovuta lasciare nella casa vecchia perché nella nuova non ci stava bene.
    Quindi ebuc forever

  13. biffero
    November 25th, 2009 @ 12:36 am

    Io non vedo l’ora di acquistarne uno e liberarmi dei libri di carta che non me ne frega una mazza, anzi ogni volta che leggo maledico il fatto di non poter usare un opzione search per trovare immediatamente un pezzo che voglio rileggere.

    Ma con la diffusione dei contenuti come siamo messi? Cosi a occhio mi sembra maluccio, ma forse sono io che conosco pochi siti, anzi praticamente nessuna oltre amazon emule (quest’ultimo solo per racconti amatoriali non protetti da copyright ovviamente :P )

  14. Garguz
    November 25th, 2009 @ 10:48 am

    “il problema è che spesso chi si abbandona a tali nostalgie struttura il suo pensiero in un modo assurdo “a me piacciono i libri così e quindi chi non la pensa come me non sa cosa si perde”.”

    Completamente d’accordo (tra l’altro la base di questo pensiero è quella di ogni fondamentalismo: a me piace/non piace una cosa, quindi tutti gli altri nel mondo devono/non devono fare come dico io).

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