quando avrai la mia età

posted on | November 19, 2009 | 29 comments

Oche in fila

a volte me li vorrei trovare davanti, tutti in fila. cronologicamente in fila. tutti quelli che mi hanno pronosticato una vita prima o poi come la loro.

li vorrei davanti a me per dirglielo a ciascuno. dirgli che anche ora che le loro età le ho avute quasi tutte il minestrone mi fa schifo. che ritengo inutile il latino e che i promessi sposi è noioso anche riletto dopo anni. e no, oggi come allora non la voglio una famiglia. ché gli unici momenti in cui mi accorgo che mi manca è quando non ho una moglie da lasciare a casa quando vien l’idraulico.

le cazzate di mamma è papà sono rimaste le stesse cazzate anche a distanza di lustri. e le tette grosse non mi piacciono di più di quelle piccole.

io, quando avrete la mia età, vi auguro solo di non di avere avuto una vita tanto di merda da doverne augurare una uguale agli altri.

  1. la domenica che tattacchialcazzo
  2. poi uno dice la famiglia
  3. buuc messenger
  4. “ed è azzurro il cielo, sopra berlino”
  5. fare bene {farewell}

comments

29 responses to “quando avrai la mia età”

  1. graziella
    November 19th, 2009 @ 10:04 am

    sante parole!
    è incredibile come chi sia più adulto o più vecchio di te consideri le proprie stupide ideee come perle di saggezza

  2. bunnyzone
    November 19th, 2009 @ 10:09 am

    e comunque la moglie con l’idraulico non la lasci sola lo stesso…

  3. Manù
    November 19th, 2009 @ 10:18 am

    Ecco,il minestrone continua a far schifo pure a me e Cuore di tenebra (questa è per la prof di inglese al liceo) è un libro pallossissimo anche riletto a 30 anni! La cosa che mi infastidisce di più della frase “quando avrai la mia età” è la supponenza che ci mettono nel dirti che in quel momento le cose non le puoi capire/fare/ecc.
    Per fortuna che ho il tasto “entra esci dall’orecchio in un nanosecondo” quando qualcuno (pochi in verità) mi dice una frase del genere..

  4. Folletto Malefico
    November 19th, 2009 @ 11:00 am

    Una ola digitale a questo pensiero. :)

  5. ictusribattuto
    November 19th, 2009 @ 11:11 am

    accidenti valli, si vede che hai dovuto lasciare un giubocs in mezzo alla strada.
    oppure hai avuto/hai a che fare con una quantità oltre la soglia critica di gente veramente frustrata.
    a me i promessi sposi piacciono, ma non ne faccio ne ho sentito mai farne una questione d’età.
    comunque non so, per il “non puoi capire ora, ma alla mia età vedrai” non me la sono mai presa più di tanto, perché è una palese idiozia se detto a chi ha più di quattro anni. denota solo un ego obeso e una scarsa iintelligenza.

  6. Manuel
    November 19th, 2009 @ 11:14 am

    io quella frase la riservo solo a persone più vecchie di me.

  7. [c]*
    November 19th, 2009 @ 11:19 am

    dai ictus ribattuto, nessuno nella vita ti ha mai fatto cascare una presunta verità “che tu ora non puoi capire”?

    non è che mi ci rovino più la vita, ma da piccolo, quanto fa incazzare quella sufficenza?

  8. Luca
    November 19th, 2009 @ 11:34 am

    Be’, se proprio posso tentare una difesa del latino, studiarlo può essere *estremamente* utile, se si vogliono studiare molte altre lingue europee. Conoscerlo permette di sapere qual è la “base” da cui si è evoluto tutto e quindi di imparare meglio e più velocemente.

    Dato che però la difesa standard è “così puoi leggere e capire i grandi dell’antichità”: stronzate.
    Basta prendersi un libro tradotto (clausola: bene, si spera, ma la qualità media – titoli a parte – è buona, soprattutto per i classici).

    Alla fine è lo stesso discorso che vale per il doppiaggio per i film (ché l’inglese lo capisco bene, ma vedersi un film in cinese o sottotitolato fidatevi che è una schifezza, il godersi gli attori in lingua originale si frantuma contro il muro dell’incomprensione della lingua, e non ho il tempo di imparare il mandarino).

  9. Alex
    November 19th, 2009 @ 11:36 am

    Ecco anche a me sta sulle balle quellla cosa li.
    Ad esempio mia madre mi diceva sempre che quando sarei diventato grande avrei messo la camicia nei pantaloni. E ora che ci ho trent’anni e persevero a tenerla fuori son troppo fiero.

  10. Naima*
    November 19th, 2009 @ 12:20 pm

    io ci avevo un moroso che era pure un po’ più piccolo di me – di età – ma mi trattava sempre con quella sufficienza lì, perchè lui lavorava da anni e io invece no.

    santoilcielo quanto mi mandava in bestia.
    infatti non è durata per molto, la storia.

  11. [c]*
    November 19th, 2009 @ 12:25 pm

    luca io contesto la banalità che il latino lo avrei ad un certo punto rivalutato, o che mi sarebbe servito per capire meglio la matematica o altre fantasie del genere.

    inoltre pur avendo studiato tutti il latino, siamo notoriamente i meno portati del mondo per qualsiasi altra lingua. evidentemente non aiuta così tanto.

  12. Miaperfidia
    November 19th, 2009 @ 12:40 pm

    concordo con tutto.
    sopratutto con le tette piccole.

  13. ictusribattuto
    November 19th, 2009 @ 12:44 pm

    ma sì, ovviamente mi è capitato, mi capita.
    non da parte dei miei, però, devo dire, che comunque han fatto altri danni.

    quando sei molto piccolo, è esattamente la sufficienza che ti fa incazzare, perché sospetti già che quello che ti dicono sia del tutto privo di una base razionale, e che sia stupido, ma non hai ancora gli strumenti retorici per ribattere.
    o magari ce li hai, e di molto migliori di quelli degli adulti che hai davanti. ma non vieni preso sul serio proprio perché sei piccolo e quello che pensi viene invalidato a priori. questo sì, fa incazzare di brutto.

    però quando cresci un po’ e acquisisci la certezza del fatto che quel discorso sia privo di base razionale, e che sia stupido, che te ne importa? a me poco.
    insomma, dai dieci anni in su, ha smesso di fregarmente qualcosa se gente idiota sottilmente mi augurava la sua vita di merda, perché la mia, di vita, è decisamente più soddisfacente della loro. e lo so io e lo sanno loro.

  14. ictusribattuto
    November 19th, 2009 @ 12:46 pm

    e conta che ho una cugina coetanea di CL che da un anno mi definisce “un’aberrazione” perché non mi voglio rispodurre a breve termine.

  15. Miaperfidia
    November 19th, 2009 @ 12:54 pm

    @ictusribattuto

    scusa se mi intrometto
    ma
    “perché sospetti già che quello che ti dicono sia del tutto privo di una base razionale”

    che cazzo c’entra la razionalità?

    si tratta di esistenza.
    di scelte.
    di vita.
    di voglie.
    di non voglie.

    la razionalità è una cosa che viene usata nella nostra epoca come una specie di panacea che riconduca all’unico livello legittimo su cui si è in grado di vivere in maniera consapevole.
    bah.
    la mente serve a ben altro che a sentire come condurre la propria vita.
    io le mie esigenze non le ho mai sentite percepite o decise attraverso la ragione.
    ma era ben altro – tipo il mio corpo – a urlarmele.
    quando ho ascoltato la ragione la mente la razionalità come dici tu giustificavo gli altri a dirmi cos’era bene e male PER ME.
    quindi è stato quando sono stata infelice ben poco autentica.

  16. [c]*
    November 19th, 2009 @ 12:55 pm

    non mi fraintendere ictus… il mio post ha la dignità di un cicca cicca. non aspiravo a molto altro, eheheh.

  17. [c]*
    November 19th, 2009 @ 1:04 pm

    beh no mia perfidia. se per te è così, mica puoi pensare lo sia per tutti. per me la vita è ciiò che è razionale. ciò che non lo è non mi interessa, è per sua natura inconoscibile.

    e quindi mi ci ritrovo eccome nella descrizione di ictus. poi magari non è così per te, per tutti. ma non è difficile capire come ci possa c’entrare.

  18. Miaperfidia
    November 19th, 2009 @ 1:10 pm

    si certo.
    sono solita a parlare per me.
    non per tutti.

    tu le tue esigenze le percepisci e stabilisci con la ragione?
    tu pensi che per esempio – che so – la tristezza – la rabbia – il godimento di qualcosa o qualcuno – i film belli – un piatto riuscito bene – provengano dall’uso della ragione?

    è come tentare di dimostrare che esiste una realtà univoca.
    è come tentare di dimostrare che nella razionalità c’è depositata una Verità inconfutabile ed universale.

  19. [c]*
    November 19th, 2009 @ 1:19 pm

    beh, quando scrivi “cazzo c’entra la ragione” parli per tutti.

    il tuo elenco misto di emozioni e gusti è irrilevante. non ne penso nulla perché appunto inconoscibili. essi sono. e non me ne occupo se non nei loro aspetti razionali.

    e mi spiace dirtelo, ma nella razionalità E’ depositata una verità unica ed inconfutabile. una delle tante. ognuno è libero di cercare o accettare quella che preferisce, ma se ce ne è una che non ti piace non vuol dire che non esiste.

  20. Miaperfidia
    November 19th, 2009 @ 1:27 pm

    ma se ce ne è una che non ti piace non vuol dire che non esiste.

    esatto.
    vedi. siamo d’accordo. diciamo la stessa cosa.

    non vediamo le cose come sono.
    ma come siamo.

  21. halifax
    November 19th, 2009 @ 1:45 pm

    no dai! il bello dei promessi sposi è proprio che il viaggio di renzo da milano a bergamo fai prima a farlo tu a piedi che a leggerlo sul libro.
    Se penso alle cose davvero interessanti che non ti fanno leggere…

  22. ictusribattuto
    November 19th, 2009 @ 1:47 pm

    mia perfidia, capisco il tuo discorso finché non definisci la ragione come una specie di divinità, di cosa trascendente. non è un ideale, è solo un modo di vivere.
    UN modo, naturalmente non “l’unico livello legittimo su cui si è in grado di vivere in maniera consapevole”
    anche io parlavo per me.

    è che per me è proprio come dice C*, per me la vita è ciò che è razionale.

    che non vuol dire escludere a priori tutto ciò che della vita ha una genesi diversa.

    contrariamente a te, ma si tratta unicamente di varietà possibili del rapporto con l’esperienza, io le mie esigenze le ho spesso, se non sempre sentite, percepite o decise attraverso la ragione.
    e poi: a che livello è razionalmente accettabile giustificare un’altra persona che cerca di dirti cosa è bene o male per te? per me a nessun livello.
    forse non è la ragione, la razionalità il problema, ma il punto di partenza, i parametri di giudizio.

    e comunque il post ha molta dignità invece, guarda che dibattito.
    forse sono io che sono snob, eheh.

  23. Miaperfidia
    November 19th, 2009 @ 1:52 pm

    mio caro, se pensi a come la Vita nasce direi che è di facile intuizione quanto sia intimo in sè il messaggio e l’informazione che porta di decisamente poca base di razionalità.

    la Vita si crea nel Caos.

    per quanto riguarda l’essere snob io non conosco nessuno che lo sia più di me.

    (a parte Cristiano ovviamente)

  24. Mattia
    November 19th, 2009 @ 2:19 pm

    Ma soprattutto mi fanno ridere quando ti dicono che il latino o il greco ti fa comprendere il significato delle parole italiane. Io mi so ancora chiedendo cosa sia quel “cavallo da fiume” che tanti nominano.

    Oppure quando dicono che se impari il latino impari meglio le lingue con le declinazioni.
    Gran cazzata, perché le popolazioni che parlano le declinazioni mica le sanno le declinazioni, parlano in automatico (quando chiedo a un amico ceco qual è l’accusativo di una parola, questi cadono dalle nuvole e devono stare lì a pensarci).
    E infatti il ceco lo parlo senza averne mai studiato le declinazioni.

  25. Xantro
    November 19th, 2009 @ 2:36 pm

    Ci sono cose che ho capito dopo, e che non potevo capire prima: ma, guarda caso, non coincidono con quelle che mi avevano predetto che avrei capito al raggiungimento di una certa età.
    E c’è un motivo: perché, dietro quelle cose da capire, c’era solo voglia di uniformare me, come già il mio interlocuore aveva deciso per sé. Il che me le ha rese sospette, e on venuto su con gli anticorpi.

    [Scusi, l’Amministratore del blog: cancelli pure il post anonimo e tenga questo, c’è pure una “g” in più all’iterno di “raggiungimento”.

  26. silvia
    November 19th, 2009 @ 4:15 pm

    Non serve neanche il greco e nemmeno la laurea!E no, mia mamma non aveva ragione… direi mai!

  27. am
    November 19th, 2009 @ 4:21 pm

    il papà di una mia amica del liceo sosteneva che da grande avrei finito per sposare un imprenditore o un qualche riccone perché avrei capito:
    1) l’importanza del denaro
    2) che è più comodo sposarselo che guadagnarlo

    credo che ‘alla mia età capirai’ sia riconducibile a ‘in fondo anche tu la pensi così, ma non hai il coraggio di dirlo’.
    quello lì mi è capitato più spesso, quindi lo odio più intensamente

  28. ric
    November 19th, 2009 @ 9:56 pm

    non vorrei addentrarmi nell’alta filosofia del post se non per dire che i promessi sposi è un molto mediocre libro di catechismo scritto in un italiano abbastanza innovativo per l’epoca. era meglio se in quell’italiano innovativo ci scriveva dei vaghi suggerimenti per scrivere in italiano innovativo.

  29. ictusribattuto
    December 4th, 2009 @ 12:42 am

    “Quand’ero giovane mi dicevano: «Vedrà quando avrà cinquant’anni». Ho cinquant’anni. Ma non vedo niente.”

    Erik Satie, quaderni di un mammifero

    (via pensieri spettinati)

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