non scrivere sui mezzi pubblici
posted on | June 18, 2009 | 6 comments

dei ragazzini stavano pasticciando il tram
sia lui che lei si intromisero per fermarli
poi si guardarono e i loro cuori
si fermarono un istante
una storia di civiltà è come una storia d’amore
non scrivere sui mezzi pubblici
in inglese i vraiters, quelli che “pasticciano” i tram, si chiamano come i vraiter, quelli che scrivono i testi. e non solo i testi. ammetto che quando sento parlare di galera per gli uni, capisco quasi sempre per gli altri.
il testo qui sopra, fra le molte cose, non si capisce a chi diavolo dovrebbe essere rivolto [bande di ottenni che scarabocchiano la novanta con i gessetti?] e denota una lontananza dal mondo dei giovani sin sovrannaturale.
c’è stato anche un attimo, in realtà, in cui gli ho concesso il beneficio del dubbio. metti che l’autoironia del sottotesto non è involontaria? ma poi ho pensato che uno così bravo lo conoscerebbe un sinonimo di fermare.
tag: atm, autoironia, copywriter, ironia, sottotesto, writersrobe che potrebbero c'entrare
comments
6 responses to “non scrivere sui mezzi pubblici”
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June 18th, 2009 @ 11:30 am
….praticamente un’ ictus all’unisono?
le ho lette anch’io.
ero tentata a scriverci sotto qualcosa a a pennarello :-)
June 18th, 2009 @ 11:39 am
Per andare a lavorare (tecnicamente “venire” visto che starei lavorando anche adesso che scrivo) prendo sempre il treno ma non posso guardare il mondo esterno e questo un po’ mi fa incazzare. Quando spruzzano vernici sui finestrini è un po’ come se mi sputassero in faccia. Quindi, comunque glielo si dica, credo sia giusto dirglielo.
June 18th, 2009 @ 12:01 pm
La frase di quella pubblicità non si capisce se sia sofisticatissima oppure assolutamente idiota. I lui/lei che si intromisero, sono gli stessi che, poi, si guardarono? E, quindi, è il loro cuore che si è fermato per un istante dall’intromettersi nel writeraggio dei ragazzini, o sono i ragazzini che si sono commossi? Non si capisce ‘na mazza, insomma.
June 18th, 2009 @ 3:39 pm
Secondo me sono gli stessi. Sono i due di prima (quelli che vanno a fare il loro dovere di bravi utenti atm) che si innamorano del reciproco senso del dovere.
Immagino che tutti i ragazzini pasticciatori, leggendo questo scritto, si sentiranno chiamati in causa e capiranno di essere in torto. Oppure si sentiranno investiti del ruolo di cupidi per coppie dalla personalità autoritaria e continueranno a pasticciare con più motivazione.
June 19th, 2009 @ 10:53 am
ma non sono i ragazzini che si sono innamorati?
I finestrini colorati funzionano un po’ da vetrate gotiche e danno un senso di sacro al mio viaggiare in treno, coprendo le file di fabbrice prefabbricate orribili che devo osservare durante il tragitto.
June 19th, 2009 @ 11:20 am
[...] foto del post di ieri è rimasto incastrato un altro pezzo del retro di un filobus milanese. una novanta. accanto ai cavi [...]