unioni civili un cazzo
posted on | September 21, 2008 | 5 comments
ieri ho assistito all’ennesima tavola rotonda su diritti, testamento biologico e coppie di fatto. e mi sono rotto i coglioni. perché un dibattito sui diritti dovrebbe tenere conto dei diritti e basta, non di presunti modelli di vita.
ed invece no. è una battaglia che si svolge tutta lì, fra una destra per cui conta solo vietare alcuni modelli ed una sinistra per cui conta solo imporne degli altri. in nome di una innata propensione al totalitarismo scolpita nel dienneà di entrambi gli schieramenti [totalitarismo inteso come pretesa fin maniacale di occuparsi per legge di ogni aspetto del privato dei cittadini].
e così se si va ad assistere ad un dibattito, per l’appunto, su diritti, testamento biologico e coppie di fatto, non si può sperare di ascoltare persone che discutono di norme entro le quali ogni singolo cittadino debba e possa liberamente disporre della propria vita. ci si deve rassegnare ad assurde piccionaie in cui uomini adulti del tutto privi di pensiero autonomo si scornano su due/tre modellini di esistenza più o meno esecrabili a seconda di chi stia parlando [in questi consessi c'è sempre un prete, cioè un animale che ha autonomamente deciso di non riprodursi, che spiega agli altri cosa sia e cosa non sia contronatura. solo che fino ad una decina di anni fa si poteva riderne. ora uolter non vuole].
nessuna speranza che tale dibattito possa svolgersi dunque su un altro piano. quello dei diritti a prescindere. un piano che consentirebbe ad ognuno, in mancanza di obblighi verso i figli o il coniuge, di disporre del proprio corpo e dei propri averi come meglio crede. da solo o in coppia. con un uomo, una donna o un unicorno bisessuale. nessuna speranza perché è una battaglia politica, porta voti o li fa perdere. la questione va affrontata con altri essenziali parametri. ovvero, sono di più i voti dei ghei o quelli della binetti?
e quindi, per tornare lassù dove il post aveva inizio, mi sono rotto i coglioni. non mi interessa sapere se avrò dei diritti civili il giorno che decidessi di mettere su famiglia. li voglio e basta. se finissi all’ospedale e volessi al mio capezzale una delle mie migliori amiche, non posso. però potrei avere accanto mio padre. con cui non parlo da una ventina di anni. se volessi lasciare la mia casa a chi mi pare, non posso. due terzi finirebbero comunque ai miei genitori con cui non ho rapporto alcuno. ed a mia sorella che nemmeno ricordo bene come si chiama. ed ancora. se volessi essere seppellito con rito civile in terra sconsacrata e non donare gli organi posso chiedere ad un esecutore testamentario di occuparsene. ma la legge non lo obbliga a rispettare le mie volontà. inoltre, i miei amati parenti potrebbero opporsi ad ognuna di tali decisioni e troverebbero fior di giudici pronti a dargli ragione in nome della fottuta sacra famiglia e di un ordinamento secondo il quale, comunque, tua madre e tuo padre decideranno sicuramente il meglio per te.
ora. vero è che non posso pensare che la politica si occupi degli affari miei. ma nemmeno posso pensare di continuare a votare e vivere in un paese in cui nessuno se ne occuperà mai. perché quando mi sono scoperto di sinistra ricordo che mi piaceva soprattutto questa cosa che noi ci si batteva per migliorare la qualità della vita. di chiunque. ora ci si batte per la qualità della vita di quelli con cui si è d’accordo. e questo non è di sinistra. è solo un altro tipo di destra.
comments
5 responses to “unioni civili un cazzo”
leave a reply

![[c]*](http://coserosse.net/c/wp-content/themes/elements-of-seo/images/c.gif)

September 22nd, 2008 @ 11:00 am
carino il post. di quale dibattito parli?
September 23rd, 2008 @ 9:20 am
era una serata organizzata dal consiglio di zona, ma non vorrei buttare la croce addosso a quei quattro poveretti dell’altra sera. era solo uno degli ennesimi esasperanti ed inutili dibattiti sulla questione, il solito cliscé [prete compreso]…
September 23rd, 2008 @ 9:08 pm
Pensa, credevo avessi visto porta a porta. Giuro.
September 25th, 2008 @ 4:45 pm
quello che scrivi nell’ultimo paragrafo mi sembra una sintesi perfetta del gran casino che ho nella testa in questi giorni.
non è più una questione di diritti ma di appartenenza, per ogni cosa.
January 10th, 2009 @ 9:11 pm
minchia
ti sei incazzato di brutto