hubris
posted on | May 22, 2012 | 1 comment

in radio periodicamente qualche giovane conduttore trova assai originale trasmettere il suono della sveglia alle sei del mattino. ce ne sono altri invece che scoprono i pearl jam. ora, io sono sinceramente convinto che nessuno di loro abbia mai sentito prima una sveglia in onda, così come son convinto che fra ventenni ascoltare i pearl jam faccia di te una specie di intenditore. peccato che ogni due anni ci sia qualcuno colla pensata della sveglia, quanto ai pearl jam vengon scoperti in continuazione. lo stesso meccanismo si perpetua per i giochi di parole. cristodiodellamadonna, quante possibilità ci saranno mai che in un modo fatto di miliardi di persone nessuno ci abbia già pensato?
il problema non sono i pearl jam o la sveglia o i giochi di parole, il problema è in primo luogo usarli con una pretesa di originalità, come se l’esserci arrivati da soli sia una garanzia sufficiente [maurizio crozza è stato accusato di aver copiato da twitter battute che stavano in delle barzellette delle elementari negli anni settanta], in secondo luogo è fare delle proprie esperienze un assoluto.
la ho fatta stralunga, ma credo che il principale problema di girls sia questo. lena dunham è sinceramente convinta di aver saputo legger fra le righe di una generazione tutta. dice nessuna serie tivì sui giovani mi rappresenta ed il dubbio che la sua esperienza sia limitata a sé stessa non la sfiora. non pensa magari ne so troppo poco, ma gli altri non ne sanno abbastanza.
è, in fondo, una questione di tono. poteva raccontare la sopportabilissima storia di tre ragazze ed invece ci tiene ad impartire lezioni, ad esser portavoce di una generazione di cui rappresenta solo una faccia. continua a ripetersi ed a ripetere di esser brutta e grassa, ad esibirlo come una medaglia, un attestato di normalità. eppure nessuno ci farebbe caso se lei non fosse tanto noiosa.
non è tanto l’avere scritto una serie la cui protagonista non è una modella, in cui i maschietti sono un cumulo di stereotipi dell’insicurezza giovanile ed in cui il sesso se non è impacciato non è vero, è l’averlo fatto senza rendersi conto che non è tanto diverso né dal brutto anatroccolo né da bella in rosa.
[e questo è il problema principale. poi ci sarebbe la questione che se la normalità fosse così interessante la tivì non la guarderebbe quasi nessuno. ci basterebbero i porno amatoriali ed i filmini delle vacanze dei cugini]
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one response to “hubris”
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May 23rd, 2012 @ 8:57 am
Supponenza, specie dalla seconda puntata, la prima intrigava con la madre che voleva la casa al lago….
A.