uai a lov dis cauntri

posted on | December 2, 2011 | 32 comments

potrà anche sembrar provinciale e probabilmente lo è, ma quando una giornata che era iniziata come forse meglio non si poteva continua con un tassista eritreo con la maglia di albertini di quando giocava nel padova che ti chiede di zeudi araya e ti spiega che loro la chiamano ancòra perché è quello che dice nei film quando ha un uomo between legs e ti indica tutti i migliori ristoranti eritrei di san francisco ed il resto della conversazione prosegue su quanto è bravo berlusconi come presidente del milan ed è felice solo perché sai dove sta il suo paese e conosci tutti i trucchi che usan laggiù per fare la vodca e poi il viaggio si conclude con lui che mi dice che se non mi imbarazzo per dove vive mi invita che sua mamma fa la migliore injera del mondo e che anche se dorme nel cartone è felice perché qui è un uomo libero, ecco quando succedono cose così a me mi si apre il cazzo di cuore secco che ci ho dentro.

  1. son sedici anni, quasi diciassette
  2. perfino in ‘signorno’, c’è un ‘signore’ di troppo
  3. tipo, patrizia in che sfera sta?
  4. nemesi
  5. cazzo dici?

comments

32 responses to “uai a lov dis cauntri”

  1. su
    December 2nd, 2011 @ 10:19 am

    eh, son cose! ma com’era la injera? che se faceva cagare ti si richiudeva il cuore.

  2. Mattia
    December 2nd, 2011 @ 10:38 am

    Il motivo (anzi, uno dei motivi) per cui io invece odio dis cauntri (cioè, dis cauntri dove sono io) è che qui i takushi-sti si vestono con l’uniforme, hanno gli uncinetti sul takushi e non capiscono un cazzo di quello che gli dici. Nemmeno se gli dai la mappa con l’indirizzo stampano nella loro lingua.
    Figurati poi a fare della conversazione.

  3. marco
    December 2nd, 2011 @ 11:38 am

    …si ma la mia curiosità, alla quale non risponderai, è: cosa deve succedere al valli per fargli dire “una giornata che era iniziata come forse meglio non si poteva…”??

  4. Arnaldo
    December 2nd, 2011 @ 11:57 am

    Bellissimo

  5. bunnyzone
    December 2nd, 2011 @ 12:00 pm

    quotone a Marco, ma mi sa che vivremo con questa domanda…

  6. Miky*
    December 2nd, 2011 @ 12:04 pm

    …e ci credo….. si è “sgommato” pure a me..dopo tanto gelo..:-)

  7. Sli
    December 2nd, 2011 @ 12:08 pm

    ti lovvo quando il tuo cuore esce dall ombra

    la Sli

  8. Roberto
    December 2nd, 2011 @ 2:29 pm

    a parte il milan, mi hai quasi commosso.

  9. giovanni
    December 2nd, 2011 @ 7:39 pm

    “anche se dorme nel cartone è felice perché qui è un uomo libero”
    insomma, lavora, e dorme nel cartone. Una perfetta definizione del contrario del mio significato della parola libertà

  10. [c]*
    December 2nd, 2011 @ 7:51 pm

    cosa vuoi, sarà che crescere in un posto dove la libertà manca per davvero cambia un po’ le prospettive.

    mentre crescere in un posto dove ci si può scegliere la libertà che ci pare fa pensare sia scontata.

    non vedo che male ci sia nel fare il lavoro che ci si è scelti in un paese in cui si è davvero liberi ed in cui lo si sente ogni giorno sulla propria pelle e pensare che comunque sia la cosa più importante.

    [fra l'altro, 'perfetta definizione del contrario' vuol dire che per te libertà significa non fare un cazzo e dormire in una reggia, giusto?]

  11. ric
    December 2nd, 2011 @ 11:02 pm

    una curiosità: non ti opprime il livello di controllo sociale?

  12. [c]*
    December 2nd, 2011 @ 11:15 pm

    maddeché? qui se non passi col rosso non possono nemmeno permettersi di chiederti i documenti. sono rigidissimi con le tasse che gestiscono con una burocrazia psicotica, al punto che le pagano anche gli irregolari. ma che non possono in alcun modo essere controllati dall’immigrazione passando da lì.

    leggi sull’immigrazione che in europa sono la norma qui vengono bollate come fasciste e denunciate [vedi arizona ed alabama].

    poi certo, non è tutto rosefiori, certo, se sei nero in molti posti è più difficile, certo, i neri stanno con i neri, i bianchi con i bianchi, è il trionfo dei cliscè ovunque, ma su quanto i mille difetti di questo posto siano preferibili ai nostri, io non ho dubbi.

    certo, stiamo parlando delle due coste. poi tutto quel che c’è in mezzo è barbarie…

  13. ric
    December 2nd, 2011 @ 11:41 pm

    no, io parlo di california e di vicini che si fanno i cazzi tuoi.

  14. Bunnyzone
    December 2nd, 2011 @ 11:55 pm

    Per i vicini come a buccinasco insomaa

  15. [c]*
    December 3rd, 2011 @ 12:51 am

    a san francisco il weirdo è sovrano. nessuno si impiccia, e sono tutti molto gentili.

    devi solo evitare di fargli prendere troppa confidenza, ma la socialità qui è diversa, potresti passare un uicchend intero con dei perfetti sconosciuti a vivere come fratelli e poi non rivederli mai più. nessuno ti chiede il numero di telefono, nessuno si aspetta che tu non salti più nemmeno una cena della compa, insomma quelle cose che odio della socialità italica.

  16. sara
    December 3rd, 2011 @ 9:53 am

    quello che racconti mi fa venire in mente la mia buenos aires adorata.. col taxista che corre perchè deve andare a mangiarsi la parrilla perchè è domenica e rallenta davanti a tutte le migliori parrille per farti notare l’indirizzo e ti porta contromano esattamente fin sotto il portone e corre via e ride..
    scusa [c]* mi daresti la tua definizione di persona libera?

  17. gp
    December 3rd, 2011 @ 9:52 pm

    A me sta roba, sinceramente, convince poco.. Meglio per te comunque.

  18. ric
    December 3rd, 2011 @ 10:19 pm

    a me convince molto, e anzi invidio cri. solo che io non saprei dove andare. gli states sono l’ultima opzione, io non ci resisto più di un mese.

  19. [c]*
    December 3rd, 2011 @ 10:59 pm

    esattamente cosa, ti convince poco, gipì?

  20. connie
    December 3rd, 2011 @ 11:27 pm

    gp non prenderla pià ‘sta roba se ti convince poco!
    bella la vita, no?

  21. miky*
    December 4th, 2011 @ 12:32 am

    Sì..ci starebbe un “sperimentazione”alla boa dei 46..-Qui- c’è poco da”aspettare” se non il peggio (per quanto mi riguarda)….Nell’attesa mi rifugio nel mio mondo.Soldi per partire non ce n’è.(ma nemmeno per rimanere)
    P.s. è dall’estate della terza media che non ricevo cartoline( che mi mandavano in brodo-di-giuggiole..una piacola”mania”!!:-)
    Dall’Ammerica poi –mai e poi mai–!
    Così per dire ,eh? ;-)

  22. [c]*
    December 4th, 2011 @ 12:57 am

    pensa che io non ne mandavo maimaimai anche quando aveva un senso spedire delle cose…

  23. Darione
    December 4th, 2011 @ 9:13 am

    Cristiano, mandaci una cartolina postale, quelle gialle, senza la fotografia dietro, per gli auguri di Natale.. A tutti però eh.. :-)

  24. miky*
    December 4th, 2011 @ 10:10 am

    ma non devi mandarla a te!!!!ehehe- :-) e vabbè un classico di”snupi” guarderò la cassetta vuota.
    (oh ma di cartoline ce ne sono sono anche di belle eh?..come di orrendamente kitsch-ancora meglio :-D)

  25. miky*
    December 4th, 2011 @ 10:11 am

    sìììì quelle gialle mi piacciono da morire!! -che non esistono più-..è solo quella -verde-..che mi dà nausea e sudori freddi..(_________)

  26. halifax
    December 4th, 2011 @ 1:54 pm

    che poi la alabama rimane meno distante da milano che da frisco

  27. gp
    December 4th, 2011 @ 10:54 pm

    Mi convinceva poco l’injera più buona del mondo, e l’invito affine e quella roba lì, ma a quanto pare mi son formulata male e l’attacco è stato fulmineo.

  28. [c]*
    December 4th, 2011 @ 11:19 pm

    comunque alla fine che viveva nel cartone era per dire che condivideva in sette una casa che noi ci staremmo stretti da soli in un sobborgo in cui le case le fan di compensato. mica che ci aveva uno scatolone sotto al beibrigge.

  29. petra
    December 5th, 2011 @ 9:47 am

    ci manchi nelle onde di radiopop, ma leggere le tue storie from the iuessei è sempre un piacere!

  30. miky*
    December 6th, 2011 @ 12:27 am

    e-gnente-cartoline-nemmanco…perfidia :-/

  31. [c]*
    December 6th, 2011 @ 12:30 am

    ma no, nonevverò. mi sto organizzando. metterò delle cose su flicr. ma senza esagerare che io colle foto ci ho un rapporto un po’ così. cioè, il fare una foto lo vivo come un sottoscrivere che una cosa non la rivivrai. e quindi mi fa cagare.

  32. miky*
    December 6th, 2011 @ 12:45 am

    ok ce-lo flickr

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