addio, schiappe

posted on | October 3, 2011 | 152 comments

il disagio del vivere in un posto che non ho scelto me lo porto dietro da sempre. mai avuti sensi di appartenenza di sorta, figurarsi per un luogo. preferisco qualsiasi altro paese per lingua, storia, cultura, cucina [raga’, a me le rovine mi fan cagare, la pasta mi annoia, le chiese le guardo come guardo il cancello di ausviz, tutto ciò che è ‘mediterraneo’ mi fa venire le bolle. per non parlare del catenaccio]. ormai i lunghi viaggi non bastano più.

c’era un cinese [gran copi, i cinesi] che ha scritto qualcosa sul trovar quel che si cerca e sul vivere tempi interessanti. qui, io non ci vedo né l’uno né gli altri.

quindi, semplicemente, la prossima volta che parto non torno mai più. ma proprio nemmeno chessò, per natale. le, poche, persone cui tengo, son quasi tutte in giro pure loro, meglio vedersi in un posto in cui sto bene. meglio per me, meglio per loro. ché ultimamente qui era tutto un brontolare.

che non è che scomparo o muoro. c’è internet, i podcast, un po’ di radio, le cose nuove, le cose chissà. è un salto nel buio, proprio questo mi piace.

[ho fatto uno spottino per ringraziare diciassette anni di ascoltatori di radiopopolare. per chi non l’ha incrociato in onda, lo lascio qui sotto]

so long

 

  1. come un vecchio sulla sedia a dondolo
  2. vota coso, lì, 3msc
  3. altri suini
  4. la tromba di traverso
  5. il benestare

comments

152 responses to “addio, schiappe”

  1. Marco-
    July 7th, 2012 @ 5:50 pm

    perchè adesso? perchè prima non avevo le parole.
    perchè in fondo l’ho sempre saputo. perchè alla fine siamo uguali io e te. nelle differenze di scelta e sentimenti che ci contraddistinguono. la sensazione ogni volta che ti ascoltavo (e ti ascolto) di sentire me stesso con voce e contenuti “pesi” l’ho avuta dalla prima volta, tanto, ma proprio tanto tempo fa oramai. Posso dire che mi manchi? NO, alla fine ho scambiato due chiacchiere di persona con te solo una volta. E nemmeno tantissime, avevi cuffie e microfono e stavi lavorando. in quel modo leggero e duro che è tuo. solo tuo. SI, ma questo accadeva già da tempo. da quando la MIA radio non potevo ascoltarla più. e non potevo più fare quel cazzo di numero di telefono e interagire con te, che fosse per trovare una famiglia ai cuccioli della mia gatta (approposito, hanno vissuto una vita serena con bella gente anche grazie a te.) o semplicemente per dire una cazzata assurda alle 2 e mezza del mattino. alla fine mi sei più vicino adesso che stai dall’altra parte del mondo di quando eravamo a meno di 500 km di distanza.
    cosa vuoi che ti auguri Cri. di non tornare mai, di essere ciò che sei a prescindere da dove stai. che è la cosa che ti viene meglio. e se nella mia immensa pigrizia decidessi di visitare S. Francisco un giorno sappi che un fischio te lo faccio. So long Cri.

  2. [c]*
    July 8th, 2012 @ 2:05 am

    oh, bello che ti sei deciso anche se c’è voluto un po’. grazie, davvero tanto. e se ti decidessi a fare un salto, son qui… appprimaopoi.

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