di due tasselli, è l’unico che ho
posted on | February 17, 2011 | 7 comments

è un fenomeno macroscopico soprattutto sulla comasina, che è una lunga strada che porta via da milano, verso nord. ma succede su ogni strada statale.
se volgi il guardo ad ovest c’è troppa logistica che impalla l’orizzonte. abbandonata e sfitta. se lo rivolgi ad est, cantieri per ancora più logistica.
[sulla comasina, dico. non è che la logistica stia all'est come il muschio al sud]
ce ne son di capannoni che son stati solo costruiti, consegnati e mai occupati. né proprietari né locatari. anni che diventan lustri, intonaco che cede a chiazze.
però se ne continuano a costruir di nuovi. e grandi. e scava scava qualche cosa l’ho capita. quando un comune ci ha bisogno di far cassa, altro che ti-red ed autovelocs. ‘oneri di urbanizzazione’. non ci sono soldi, quindi? costruite. anzi, costruite tanto. che sennò le casse comunali vanno in rosso.
accertato che l’ente locale ci ha dunque la sua bella convenienza, resta da capire cosa ci guadagnino gli altri. che di solito in queste cose, ervibodi uin.
in questi casi a dire riciclaggio, i soldi della ‘ndrangheta si fa spesso un figurone. però che io sappia quelli della ‘ndrangheta saranno anche delle brutte merde, tanto brutte, ma son mica deficenti. cosa diavolo se ne farebbe, la ‘ndrangheta, di miglia e miglia e miglia di capannoni vuoti e fatiscenti?
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7 responses to “di due tasselli, è l’unico che ho”
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February 17th, 2011 @ 9:56 am
Stessa cosa che mi chiedo sempre io pensando all’attività del buon Ligresti.
Sono 30 anni che costruisce palazzoni a forma di cubo a gruppi di 3/5 (via ripamonti, viale missaglia, uscita a8, per fare alcuni esempi) che restano sfitti per 15/20 anni, fin quando un ente pubblico se ne prende mezzo…
Non afferro dove possa essere il guadagno nel costruire e poi non vendere/affittare.
Lo stesso me lo chiedo per i proprietari di palazzi residenziali che restano sfitti per anni o decenni (cfr. via lecco)…
Boh…
February 17th, 2011 @ 10:22 am
credo servano a gonfiare i bilanci delle aziende. Per avere i dane’ dalle banche o rimanere a galla per finta nel bilancio.
Dovrebbe funzionare che la mafia fa i lavori, tu hai il tuo cespite e il comune ha gli oneri.
Questo e’ quello che ho capito.
February 17th, 2011 @ 11:00 am
In realtà il giochino è un po’ più perverso: gli oneri di urbanizzazione non servono per riempire le casse comunali.
Con il patto di stabilità che impone un tetto di spesa riempire le casse comunali è perfettamente inutile: metti milioni di euro in banca d’italia che non potrai mai toccare.
Gli oneri di urbanizzandone solitamente non vengono pagati cash come le multe, ma vengono pagati in opere.
Quindi ti allarghi una struttura e mi costruisci una rotonda (motivo per cui ci sono rotonde fighissime e strade coi buchi), ti costruisci un capannone e mi costruisci un parco, ti costruisci un albergo e mi costruisci un asilo.
In questo modo chi costruisce ha più lavoro e decide insieme al comune cosa dare in controparte naturalmente non passando da un appalto e quindi facendoci un po’ di cresta.
Questo è un po’ il motivo per cui i sindaci di qualunque parte politica ce l’hanno a morte con il patto di stabilità.
February 17th, 2011 @ 11:44 am
si sergio non è un modo diretto di far cassa. se devi fare un parco ed una rotonda invece che pagarli tu, te li finanzi così. son comunque soldi in più che restan lì, in cassa…
ma continua a sfuggirmi l’affare del costruir logistica a vuoto. in fondo ligresti ha costruito per nulla, ma è partito con un campo ed ha avuto in cambio un terreno edificato. è un patrimonio che si rivaluta da solo, tantissimo rispetto al valore iniziale e che se hai tanti soldi di tuo puoi immobilizzare lì, anche per trent’anni.
ma i capannoni? è terreno agricolo che pagando, tanto, diventa commerciale, comunque dal valore non elevatissimo rispetto all’investimento ed in zone che non diventeranno mai altro da quelc che sono… boh.
February 17th, 2011 @ 2:30 pm
Dal punto di vista di chi costruisce escludendo tutto lo spettro delle attività illegali (riciclaggio) l’unica cosa che mi viene da pensare è che è effettivamente molto vantaggioso in questo periodo costruire logistica sperando prima o poi di riuscire a venderla: classica bolla speculativa, i primi che arrivano fanno un sacco di soldi costruendo a poco, ora potremmo essere nella fase in cui tutti si son messi a costruire e nessuno riesce a vendere.
Io abito in un paese lungo l’autostrada nella zona di Agrate che ha visto proprio questa riconversione dall’elettronico alla logistica di molte industrie storiche tra cui Siemens, oltre alla conversione delle vecchie industrie si è costruito tanto… quello che vedo è che quasi tutti i posti sono attivi (arrivano e partono camion) e che solo negli ultimi due anni rimane qualche capannone costruito vuoto. Bho, io penso appunto sia una bolla.
February 17th, 2011 @ 2:58 pm
costruiri è megghiu chi futtiri…
February 18th, 2011 @ 11:09 am
Un compagno mi ha raccontato che parlando con uno dei più grandi proprietari di terreni in provincia di Milano questo gli ha detto: non possiamo tenerli anche per 100 anni, aspettando che si cambi destinazione d’uso.
Per la logistica secondo me la logica è simile: trasformare da agricolo a produttivo è più facile, e poi dopo anni in disuso è più facile trasformare in commerciale/residenziale/servizi che rende di più.
C’è anche il discorso del riciclaggio di denaro dove magari investono tot per costruire, poi lo rivendono alla metà del costo e hanno riciclato la metà del denaro.
Così ci guadagnano tutti.
La soluzione sarebbe non far costruire più niente su nuovo suolo.
Però i cittadini devono essere disponibili a un aumento delle tasse locali.
p.s.: ma sai che ieri sera eri alla casa 139 finiguerra e prini hanno parlato anche di questo? secondo me ti plagiano