auto/emo/delazione
posted on | February 9, 2011 | 5 comments

non intendo giustificare riccardo riccò nemmeno per un secondo. però pare, dai resoconti invero confusi, che lui all’ospedale abbia detto al medico che si era iniettato il proprio sangue dal frigor ed il medico lo abbia detto al mondo.
la legge dice che ‘La rivelazione del segreto è consentita se imposta dalla legge’. ma a parte che fra consentita ed imposta c’è un certo lessical cozzare, non è mica il modo di gestire il rapporto medico/paziente.
soprattutto se non c’è pericolosità sociale.
anche perché la sola dichiarazione al medico non costituisce una prova nemmeno nei sogni bagnati di quello che ha il cognome buffo, vuudcoc.
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5 responses to “auto/emo/delazione”
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February 9th, 2011 @ 12:07 pm
Giusto che sia andata così. E un ladro di sogni, merita la gogna pubblica.
February 9th, 2011 @ 12:28 pm
merita di non correre più, punto. ma io ce l’ho con il medico, mica difendo riccò.
February 9th, 2011 @ 12:38 pm
Ma io parlavo del medico… scherzi a parte, ti avevo capito, era solo uno sfogo anti riccò.
February 9th, 2011 @ 12:43 pm
Comunque copio e incollo da Ansa al riguardo del medico:
Il comportamento del medico dell’ospedale di Pavullo che ha scritto il referto sulle condizioni di salute Riccardo Riccò, ricoverato da domenica all’Ospedale di Baggiovara di Modena dopo aver accusato sabato un malore al termine di un allenamento”, è stato “ineccepibile” e il professionista ha parlato del contenuto solo con “le autorità competenti”. Lo precisa in una nota l’Ufficio stampa e media Azienda Usl di Modena. Ieri dalla procura modenese era arrivata la conferma che Riccò avrebbe riferito al primo medico che lo prese in cura dopo il malore di essersi fatto un’autoemotrasfusione utilizzando proprio sangue conservato in frigorifero per 25 giorni. “Abbiamo effettuato ogni sforzo per trovare il giusto equilibrio – scrive l’Ausl – tra tutela della privacy del paziente e diritto di cronaca, partendo dal rispetto delle rigide regole che ci impongono il massimo rigore nella diffusione delle notizie che riguardano persone ricoverate presso le nostre strutture. In coerenza con questi principi, e sempre con il consenso dei familiari, ci siamo limitati a comunicare sintetiche informazioni sullo stato di salute di Riccardo Riccò, anche per consentire ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro sulla base di fonti attendibili. Con questa consapevolezza, riteniamo sia importante aggiungere che il medico che ha redatto il referto medico presso l’Ospedale di Pavullo, trasmesso poi alla procura, ha svolto in modo ineccepibile il proprio lavoro, adempiendo a un obbligo di legge. Mai però il medico ha rilasciato dichiarazioni su quanto contenuto nel referto, se non alle autorità competenti”. Il senso è che non è stato il medico a rivelare alla stampa l’ammissione di Riccò sull’autoemotrasfusione. (ANSA).
February 9th, 2011 @ 12:46 pm
beh, si questo cambia tanto tutto quanto.
continuo a pensare che se la salute è una priorità, dagli ospedali la pula e le procure debbono star stare lontane.
sennò la gente non ci va più, soprattutto le fasce deboli, chissenefrega di riccò…