c’è un avvocato, in sala?

posted on | October 12, 2010 | 11 comments

ma se c’è un tizio che ha un nome finto con cui scrive su un giornale vero per cui cura anche un vero blog con sopra il nome ed un ritratto finto il che fa del blog un blog mica tanto vero, io posso dargli dell’ottusa testa di cazzo per quel che scrive in quanto nome finto o il titolare del nome finto può querelarmi?

e se sì, in base a che assurdo abominio del diritto?

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11 responses to “c’è un avvocato, in sala?”

  1. Rolando Dubini
    October 12th, 2010 @ 10:28 am

    Si può querelarti, perchè dietro il nome finto c’è un nome vero, e dare della testa di cazzo a chiunque è un reato.
    Rolando Dubini, avvocato in Milano

  2. [c]*
    October 12th, 2010 @ 10:34 am

    ma scusa la diffamazione dove sta? giudizi lesivi della reputazione di chi?

    [sto parlando di pseudonimo, non di nome d'arte. e non sono polemico, vorrei capire in che modo costui ne sarebbe danneggiato. cioè, al massimo capisco se mi querela la testata... ma lui cosa può rivendicare? diffamo un nome che lui usa perché si vergogna di usare quello vero. e poi la sua non è una truffa?].

  3. Ataru
    October 12th, 2010 @ 11:28 am

    Se lo pseudonimo è abitualmente utilizzato per firmarsi su blog e/o giornali, costituendo anche fonte di guadagno personale, ed è riconoscibile nella sua singolarità in un determinato ambiente, equivale ad una identità vera e propria; alla stregua di un nome d’arte.

    Un Praticante non ancora avvocato

  4. [c]*
    October 12th, 2010 @ 12:09 pm

    beh ma scusa ataru, uno che usa un nome d’arte fa sé stesso, ma con un nome d’arte. se uno invece con un alias interpreta un altro personaggio che non ha a che vedere con il primo, in alcun modo diffamo lui.

    cioè, se io mi travesto da donna e faccio clara, la segretaria nazista, mica posso querelar per diffamazione se uno mi dice ‘puttana nazista di merda’. ha offeso in tutto e per tutto clara, l’alias che uso quando mi va di far la segretaria nazista. persona lontanissima da me, ontologicamente. sennò non avrei bisogno di clara.

    e nessuno al mondo potrebbe mai pensare di me che io sia una puttana nazista di merda.

    al massimo potrei far finta che lo ho querelato, per proteggere la mia identita fittizia, ma la diffamazione, in linea teorica, ovvio, non la vedo.

  5. marco
    October 12th, 2010 @ 1:07 pm

    a sto punto dire di chi si tratta no???(ovviamente l’alias) che muoio dalla curiosità!

  6. [c]*
    October 12th, 2010 @ 1:23 pm

    è una situazione teorica, marco. cosa avevi capito?!?!!?

    c’è tutto un sottotesto che poi era l’essenziale, ma forse leggo troppi manuali della cia.

  7. Anonymous
    October 12th, 2010 @ 2:28 pm

    fottuta puttana nazista di merda…………..
    aaaaaaaa mi sento meglio

  8. mattia
    October 12th, 2010 @ 3:09 pm

    Io non sono mica avvocato, ma siccome mi è anche capitato di spiegare una legge a un vice presidente della corte d’appello di milano, mi permetto di dire la mia.

    Come hanno evidenziato quelli sopra il concetto sta tutto nel capire quanto lo pseudonimo sia identificativo della persona.
    Se l’unica persona a sapere che dietro lo pseudonimo “clara” c’è il geom. “Carlo de Giambellini” è lo stesso geom. de Giambellini, e al massimo l’editore che gli permette di andare in stampa con quello pseudonimo, allora non sussiste il fatto per cui avresti offeso l’altrui reputazione.
    Ma se c’è anche un ristretto gruppo di persone per cui è ben noto che dietro “clara” c’è il geom. de Giambellini, allora hai offeso la sua reputazione, anche se solo davanti a quel ristretto gruppo.
    Ovviamente resta da capire se la tua comunicazione ha raggiunto persone di quel gruppo. Se tu lo comunichi a persone che sicuramente non sanno chi c’è dietro lo pseudonimo clara non può sussistere il fatto.
    Ma se lo scrivi sul tuo blog, allora potenzialmente chiunque, anche quelli che fanno parte della ristretta cerchia di coloro che sanno chi è clara, potrebbe leggere della tua ingiuria.

    Alla fine è un tipico caso in cui non puoi dire niente a priori perché spetta al giudice stabilire dove sta il confine tra uno pseudonimo che cela l’identità e un nome d’arte conosciuto per corrispondere a una persona. Così come gli spetta decidere quanto la diffusione della tua sospetta ingiuria abbia potuto raggiungere la cerchia di coloro che conoscono la vera identità di clara (a meno che non fai una lettera indirizzata a tizio, e si sa che l’informazione è arrivata a lui).
    E come decide il giudice? Valutando a seconda del caso specifico, ché mica puoi stabilire un limite numerico (se lo pseudonimo è noto da almeno 20 o 500 persone, per esempio).
    E sicuramente, come accade spesso nel diritto, valuta a seconda di come si è alzato quella mattina.
    Quindi può andare a finire bene o male in modo molto aleatorio.

    I miei 2 cents.

  9. silvia
    October 12th, 2010 @ 6:40 pm

    Secondo me tutto stà a come si formula l’ipotetica offesa.Se io dico “xxx è una testa di cazzo” probabilmente un rischio c’è comunque. Se però dico “secondo me,il personaggio xxx è una testa di cazzo” allora credo, che il rischio si riduca di molto, per due motivi: 1) la magica formula del “secondo me” che esprime un parere personale e per ora,abbiamo ancora la libertà d’opinione 2) sottolineo “il personaggio” senza insultare chi c’è dietro a quell’alias.

  10. L'Alessia
    October 13th, 2010 @ 9:46 am

    Che noia la spocchia.

  11. Marika
    October 13th, 2010 @ 12:13 pm

    no dai. nel nostro ordinamento giuridico nome e pseudonimo sono tutelati alla stesso modo – a determinate condizioni e se sussistono certi requisiti. la querela avrebbe senso almeno fino a quando un giudice dovesse affermare la mancanza di quelle condizioni e di quei requisiti. quindi no dai.

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