in trepida e virginale attesa

posted on | January 21, 2009 | 4 comments

una scena della puntata appena andata in onda di csi

da qualche parte negli studios ci deve essere appesa una massima tipo quelle che paperone tiene appese in ufficio. qualcosa del tipo non dare mai l’impressione che una donna possa essere realizzata e completa, se sola.

prendete friends. al netto di simpatie personali per personaggi comunque televisivi, nella serie conclusiva si assiste impotenti a recel che abbandona personalità ed indipendenza per starsene al fianco di quel patetico minchione di ross. esemplare fatto e finito del maschio che ritiene che il proprio amore sia condizione necessaria e sufficiente perché chiunque abbandoni tutto per lui.

spoiler. poi l’altro giorno guardo la puntata in cui grissom lascia siessai. tempo fa se ne era andata anche sara saidol, la lagna. per tornare a vivere. dopo sei anni al turno di notte ha ripreso un po’ di colore e si lascia anche intendere che ora frequenta persone normali. e sorride felice.

grissom molla tutto e va a cercarla in costarica. e lei di fronte a questo ormai ecs brillante ecs scienziato forense con la pancia, cheffa? gli dice ma ghil cosa ci fai qui, non ti aspettavo, scusa ma qui ho una mia vita ora, una divertente, in cui sono me stessa e non ho bisogno di te per essere definita, non potevi chiamare, prima? ebbene no. lingua in bocca. ed atteggiamento grato.

che sia chiaro. non è la rancorosa protesta di un telespettatore cui non piace la fine che fanno certi personaggi. è proprio una irritante questione di scrittura. è un dire occhei, in questi anni vi abbiamo fatto divertire e pensare ed emozionare facendovi vedere quanto siamo brillanti ad inventarci personaggi originali. ma ricordate che in fondo, nella vita, l’unica cosa che conta è avere un uomo al proprio fianco. insomma. si scriveva così, per ridere.

  1. giamping de sciarc
  2. averlo corto
  3. tonino accolla deve diventare rauco
  4. penzolare dal taitanic
  5. rial laif

comments

4 responses to “in trepida e virginale attesa”

  1. celestina
    January 21st, 2009 @ 6:24 pm

    standingovation e un bacio in fronte a un rappresentante del sesso forte (?!?) che s’è accorto (e interrogato) del fatto che alla fin fine siamo ancora fermi al rassicurante ordine sociale di un paio di secoli fa….potresti venire a dirlo ai miei colleghi, che se lo faccio notare io aggrottano il sopracciglio e buttano là “eh….bella forza che t’incazzi…..sei zitella…..”

  2. galia
    January 22nd, 2009 @ 4:33 pm

    non vale anche al contrario?
    voglio dire, a parte il classico personaggio cinico e un pò misantropo per cui il fatto di star solo diventa un imprescindibile tratto caratteriale, tutti gli altri uomini della fiction televisiva non mi sembrano così completi e realizzati senza una donna…

  3. Naima*
    January 23rd, 2009 @ 9:08 pm

    non è proprio la stessa cosa.
    se si eccettuano i teen drama, che però sono tutti basati su vicende più o meno sentimentali, quindi non vale, di solito l’uomo ha tutta una serie di caratteristiche/qualità/ragionidivita e poi, spesso, ha pure un amore.
    le donne di solito hanno un amore attorno al quale ruotano le loro caratteristiche/qualità/ragionidivita.
    questo semplificando, eh.
    ma io lo noto davvero spesso.
    e mi incazzo.

    come quella volta che da piccola collezionavo i coccodritti della kinder
    e ho realizzato che il coccodritto femmina era una variante al pari del coccodritto inventore, di quello sportivo, di quello pigro.
    una variante.

    anch’io bacio c per questo post.
    tenchiu veri macc.

  4. galia
    January 26th, 2009 @ 10:37 am

    non saprei…dipende anche chi è il protagonista delle serie, che sia uomo o donna, è comunque caratterizzato in modo più approfondito ( non solo l’amore!) mentre gli altri diventano sue funzioni.
    comunque forse è vero,diciamo che le vicende delle donne si incentrano più sulla vita privata ( relazioni, figli, amori). a me dà fastidio come viene descritta spesso la relazione donna-lavoro, per esempio.

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