a che gioco stiamo giocando?

posted on | March 12, 2010 | 8 comments

il mio edicolante quando si è in edicola siamo i migliori amici di sempre per sempre, quelle cose da bestmen dei film ammericani. poi invece quando passa in radio a lasciare i giornali al massimo mi lascia giù un salve sbiadito, che si sa, è il saluto che riservi al portinaio con cui non entrare in confidenza.

sono combattuto. è che col sonno proprio non mi riconosce? si vergogna molto di me? o è convinto che io sia il mio gemello cattivo?

  1. il gran signore
  2. zero dark thirty
  3. manco morto
  4. la domenica che tattacchialcazzo
  5. du iù ‘no scriinplei?

comments

8 responses to “a che gioco stiamo giocando?”

  1. faffo
    March 12th, 2010 @ 10:13 am

    è ovvio. è innamorato di te, e quando giochi in casa s’impanica.
    bisogna proprio spiegare tutto…

  2. il Sergio
    March 12th, 2010 @ 10:14 am

    è una persona socievole quando gioca in casa, ma riservato quando è in trasferta… oppure sei tu che non ti sei ancora accorto che quello che passa in radio è il gemello cattivo

  3. el-sibe
    March 12th, 2010 @ 10:47 am

    diglielo.
    decidi se a ‘casa sua’ o a ‘casa tua’.

  4. ul_Fabius
    March 12th, 2010 @ 11:13 am

    tutto ciò fa nascere in me la seguente domanda: e se fosse il giornalaio da consegna ad essere il gemello cattivo del giornalaio da banco?

  5. Mattia
    March 12th, 2010 @ 11:26 am

    Io invece ho un dubbio un po’ diverso. Da questo post si deduce che tu compri in giornale dallo stesso edicolante che porta i giornali in radio.
    E allora le spiegazioni sono due: o vivi vicino alla radio, oppure vivi lontano dalla radio ma ti piace comprare il giornale dall’edicolante che sta vicino alla radio.
    Che è strano, perché quando dici “il mio edicolante” sembra implicito che sia quello vicino a casa, ché uno non va a comprare il giornale lontano da casa.
    Oppure vivi davvero vicino alla radio.
    Però a questo punto non mi spiego come fa il tuo vicino di casa ad avere una pianta che ti dà fastidio. è notorio infatti che per avere una pianta in giardino devi stare, minimo minimo a san donato.

  6. Giorgio
    March 12th, 2010 @ 11:27 am

    Secondo me è cattivismo giornalistico

  7. Manù
    March 12th, 2010 @ 12:30 pm

    sì,ul_fabius, anche io la penso così..anche se pure la faffo può averci preso!!

  8. [c]*
    March 12th, 2010 @ 1:24 pm

    mattia, “ché uno non va a comperare il giornale lontano da casa” è l’assunto sbagliato.

    primo] a milano ci sono zone senza edicole, secondo] a milano ci sono edicole senza fumetti, terzo] a milano ci sono edicole che non hanno tutti i giornali, quarto] a milano ci sono edicolanti che mi stanno sul culo, quinto] a milano ci sono edicole che aprono alle settemmezza.

    inoltre per chi va in scuuter a milano “lontano” non esiste. arrivo in qualsiasi punto della città in meno di dieci minuti [siano benedette le preferenziali].

    per finire, vivo in una sorta di miracolosa isola di verde e campi coltivati a due minuti a piedi dai navigli. dunque, gnente sandonato.

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