[...] anche se questa storia un senso non ce l’ha
posted on | March 11, 2010 | 5 comments

la prima storia è quella di marco. che nel duemilaeuno verso le sei del mattino gli suona la finanza e siccome che non è uno sprovveduto chiede di tenersi compiuter ed ardisc, che è roba di lavoro. e ottiene che ne che ne venga fatta copia. due ardisc e due piccì. tre gradi di giudizio. assoluzione piena l’altroieri.
la seconda è di luca. tre piante di maria nell’orto nel luglio duemiladue. tre gradi di giudizio. assoluzione piena a metà gennaio.
cosa hanno in comune le due storie? le spese processuali.
la copia dei due ardisc e dei due piccì è costata quarantunmilaeuroerotti [rileggete tutte le volte che serve]. il tecnico o il perito o chiunque sia che fa queste cose si fa pagare un tot al mega [!??!!?!?] secondo un listino che credo risalga al tempo che i compiuter li chiamavano calcolatori.
chi ha tritato ed analizzato le piante ha fatturato ottomilaeuro cadauna.
i processi non avevano alcuna possibilità di finire con una condanna [le piante erano troppo giovani ed i fail erano copie proprie], ma si sono spesi decine di migliaia di euro per anni ed anni trascinando due ragazzi in un lungo processo penale [che non è una roba che poi ci scherzi su].
ora, l’unica domanda è. ma la lobbi dei periti è così potente?
[cioè, in realtà non è l'unica domanda. è solo la prima di una serie. lunga]
piesse. che i carabinieri si meritino tutte le barzellette possibili è dimostrato dal fatto che sequestrano cannabis ai primi di luglio.
tag: canna, cannabis, ganja, guardia di finanza, perito, spese processuali, thcrobe che potrebbero c'entrare
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5 responses to “[...] anche se questa storia un senso non ce l’ha”
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March 11th, 2010 @ 11:16 pm
Secondo me i periti non c’entrano, potrebbe esserci un’altra spiegazione.
In un procedimento penale, per ottenere copia dei documenti e di eventuali supporti informatici occorre pagare dei diritti.
Ora, per motivi sui quali non mi dilungo (sostanzialmente: arretratezza culturale del legislatore e della burocrazia ministeriale), la normativa in materia prevede solo audiocassette (“fonografiche”, pensa te), videocassette, floppy e cd.
Fissando per giunta importi molto elevati: per avere copia di un cd occorre sborsare la bellezza di 295,16 euro.
Senonchè, la tecnologia si è molto evoluta rispetto alle norme e capita spesso di trovare in un procedimento penale supporti non previsti dalla normativa: dvd, chiavette, hard disk.
Che si fa se qualcuno chiede copia di un hard disk? Che importi deve riscuotere la cancelleria?
Semplice: si riversa il contenuto su tot cd e si riscuotono 295,16 euro per ciascuno di essi!
I conti sono presto fatti, si arriva facilmente a cifre esorbitanti.
Magari non è il caso del tuo amico, ma mi sembra comunque interessante sollevare il problema: questi importi possono arrivare a comprimere in maniera notevole il diritto di difesa, molti indagati non possono sborsare somme simili!
A onor del vero, c’è da dire che qualcuno si è svegliato e una legge approvata il mese scorso ha previsto una sensibile riduzione di tali importi.
Ciao.
March 12th, 2010 @ 12:06 am
[...] [c]* – di cristiano valli – [...] anche se questa storia un senso non ce l’ha "i processi non avevano alcuna possibilità di finire con una condanna [le piante erano troppo giovani ed i fail erano copie proprie], ma si sono spesi decine di migliaia di euro per anni ed anni trascinando due ragazzi in un lungo processo penale [che non è una roba che poi ci scherzi su]." [...]
March 12th, 2010 @ 12:28 pm
Sull’hard disc potrebbero avere fatto un operazione di recupero dati. C’e` gente che vede fino a 5 formattazioni e ti chiede delle millate al Gb. Certo, se come dici il processo era gia perso in partenza e` da pirla commissionare una roba del genere. Ma magari si tratta di aver fatto fare a un perito (amico, mazzettaro,..) un lavoro inutile e costoso, non di un costo inappropriato. Idem per ipotetiche analisi sulla marjuana.
March 12th, 2010 @ 1:08 pm
no biffero, quello è il costo della copia pura e semplice. le altre cose sono fatturate a parte. cioè quello è [o era, adesso sono cambiate alcune cose, dicono] il costo della copia dei tuoi dati.
è che ogni volta che un tecnico deve certificare qualche cosa [ad esempio, i tecnici dell'autovelocs] ha costi fuori dal mondo [5000€ euro al giorno, quello dell'autovelocs dico].
io non entro nel merito di costi giusti o meno, ma di rapporto costi/benefici. il costo sociale di uno che si fa le canne [autocoltivandosele] raggiunge gli oltre centosettantacinquemilaeuro delle spese processuali? direi di no.
March 12th, 2010 @ 6:27 pm
la penso anch’io cosi