fear not the toilet!

posted on | January 31, 2012 | 4 comments

qui l’ultimo mai più senza in ordine di tempo è to nano-coat il cellulare, che così poi così lo potete fare cadere nel cesso e lui funziona uguale. il cellulare.

mica il vater.

ma roba che stamattina ci aprivano i tigì.

è una roba di nanotecnologie che si sono inventati in california. la liquipel.

  1. in sintesi
  2. un inglesismo di troppo
  3. ha scritto la cazzata
  4. ai still even’t faund uot ai’m luuchin’ for
  5. anni settanta duepuntozero

things don’t happens

posted on | January 31, 2012 | no comments

a safeway in arizona è un libro scritto da un amico di gabrielle giffords e racconta il contesto sociale in cui è maturato quello che è stato da subito definito il gesto di uno psicotico e frettolosamente derubricato ad episodio di semplice follia, un pazzo che spara ["a chemical turn in his head"].

tom zoellner tratteggia il contesto da cui la follia di lee loughner ha preso forza.

non condivido la tesi di fondo del libro [mai esplicitata, sempre presente]. non sono convinto delle cause e degli effetti quanto sembra esserne l’autore, ma quello tratteggiato con minuzia di particolari, capitolo dopo capitolo, resta uno straordinario racconto di una delle mille facce degli stati uniti.

insomma, se non si capiva, ve lo consiglio.

[io intanto per un po' scomparo di qui e vado in arizona a vedere]

  1. quote
  2. cronache marziane
  3. uan cheis scenario
  4. c’è ancora una cosa che non ho capito
  5. true blood – prima stagione

janus

posted on | January 30, 2012 | 1 comment

♫ the little willies – wide open road
♫ leonard cohen – going home ♫
♫ reel big fish – don’t start a band
♫ first aid kit – king of the world
♫ the little willies – permanently lonely

che alla fine per essere un anno che doveva uscire tutto quanto per adesso ‘nzomma. leonard coen per carità, ma se uno deve andare avanti a fare dischi anche belli ma tutti uguali allora uno si sceglie quelli che preferisce dall’aipod e bòn. che il pezzone già sentito ma nuovo a me mi suona comunque peggio del pezzone strepitoso che ascolto da vent’anni.

poi ci sono le first aid kit che sono due son ragazze son svedesi e qui non si parla d’altro. che brave son brave ma tutto il disco in un botto anche du’ palle.

meno male che i reel big fish hanno fatto a sorpresa un ciddì scacustico. ovviamente colla cappa. qui su iatiuns, qui invece se aitiuns vi fa cacare.

chiudono i piccoli uilli che fan il loro senza strafare. un po’ di covoni, un po’ no.

che poi i covoni, così, ad occhio, qui li fanno scomodissimi.

[al solito poi le cose basta che uno ve le dice. avete comperato tutti un sacco di robe passando da qui la volta scorsa, ma proprio a carriolate. troppo grazie]

  1. ecsplicit lirics?
  2. nomen omen
  3. in breve
  4. 11.4/15.4
  5. settori stagnanti?

siete ridicoli

posted on | January 30, 2012 | 5 comments

non si può pretendere che facciacòso e guugol si adeguino alle normative europee sulla praivasi, lamentarsi del monopolio di guugol nella pubblicità onlain, pretendere che maicrosoft non preinstalli ecsplorer in nome della libera concorrenza e anche lamentarsi del fatto che tuitter censuri i propri contenuti negli stati in cui lo richiede la legge di quello stato [di merda].

o si pensa che una azienda che opera in tutto il mondo debba essere libera di fare solo il cazzo che vuole [leggasi 'che volete voi'], o no. tertium non datur.

aggiungo che io mi trovo molto più a mio agio in un mondo in cui non è il ceo di tuitter a decidere quali rivoluzioni sono quelle giuste. e quali che invece no.

  1. per esempio
  2. la legge percepita
  3. crumiro per un giorno
  4. sviste
  5. transdimenscional slaidin’ door

comincio lunedì

posted on | January 28, 2012 | 12 comments

non nel senso del blog di simonasiri. nel senso proprio che comincio lunedì, su radiopopolareroma. con cacchio&pepe, dico. che è una rubrica settimanale che parla della roma che c’è a san francisco. e viceversa. viceversa un po’ meno.

[che praticamente una sera ho ceduto e sono andato a cena con questo mio ecs-compagno del liceo che sta qui. che non so cosa mi è saltato in mente, che poi ci ho anche litigato. uno di quegli italiani ad elasticità mentale zero che si lamentano in continuazione della pizza e degli spaghetti e che sono in california e vanno a mangiare nelle osterie romane dove praticamente i camerieri 'cacio&pepe' lo pronunciano così. col 'cacchio'. ma roba da registrarli, proprio]

  1. dhluuz’aïzüvej
  2. cazzo dici?
  3. ciccacicca
  4. chi è il coglione adesso?
  5. le bon sauvage

sam seaborn vs. obama

posted on | January 27, 2012 | no comments

“Henry, last fall, every time your boss got on the stump and said, “It’s time for the rich to pay their fair share,” I hid under a couch and changed my name. I left Gage Whitney making $400,000 a year, which means I paid 27 times the national average in income tax. I paid my fair share, and the fair share of twenty-six other people. And I’m happy to because that’s the only way it’s gonna work, and it’s in my best interest that everybody be able to go to schools and drive on roads, but I don’t get twenty-seven votes on Election Day. The fire department doesn’t come to my house twenty-seven times faster and the water doesn’t come out of my faucet twenty-seven times hotter. The top one percent of wage earners in this country pay for twenty-two percent of this country. Let’s not call them names while they’re doing it, is all I’m saying.”

[Sam Seaborn - The West Wing, s02e20 - The Fall's Gonna Kill You]

  1. dicono di noi
  2. un inglesismo di troppo
  3. just a memo
  4. taim traveler
  5. [...] liv sam tuuls in iour tuulbocs [...]

rotfl

posted on | January 26, 2012 | 1 comment

  1. confezione famiglia
  2. qual è la parte di “junk” che non si capisce?
  3. ma non ci avete da fare nell’orto?
  4. fatta la legge, gabbato lo mayor
  5. lol

lol

posted on | January 26, 2012 | no comments

  1. info-scering
  2. rotfl
  3. ti vedo scritta su tutti i muri
  4. finding mitt romney
  5. e vi pigliano pure per il culo

duesutre

posted on | January 26, 2012 | 10 comments

la california è uno dei pochi stati iuessei in cui per convertire la patente internazionale non basta la teoria. ci vuole anche un’ora e ventisette di guida in città di fianco alla signorina rottenmeier incattivita del caldo. ho fatto solo tre errori lievi-lievi quindi son passato, ma due palle.

dopo la social security card, ora ci ho anche la patente della california.

adesso mi manca solo la tessera sanitaria e poi sono un cavaliere jedi.

  1. vegas campione, vegas
  2. in sintesi
  3. flagranza di reato
  4. se vi ferma un vigile, dite che andavate a messa
  5. cazzo dici?

untouchable

posted on | January 25, 2012 | 2 comments

kiefer sutherland è un attore che senza la botta di culo di ventiquattro sarebbe finito a fare il caratterista in qualche film tivì di serie bi come un sacco di attori che hanno avuto un senso giusto per una qualche finestrella degli anni ottanta, il perfetto nonno antiaborto di quei muvi che al cinema o in tivì non passan mai e che li vedi giusto sui voli interni dell’american airlains, per dire.

ed invece il suo faccione è dappertutto come se fosse un attore vero.

la ragione è che stasera c’è la prima di touch. una puttanata di dimensioni sconsiderate in cui si cerca di assemblare tutti dei generi che assieme non solo non si tengono ma che di solito nemmeno provi a metterli assieme.

ché il problema di avere un protagonista con una sola faccia, una smorfia perdipiù, costringe gli sceneggiatori ad adattare la storia a quella smorfia lì. che mica puoi avere un protagonista che si porta sempre dietro la faccia che ha uno coll’emorrodi a grappolo mentre pedala una bici colla sella d’alluminio nero abbandonata al sole. non senza una ragione valida.

e dopo dieci minuti del preair ti rendi conto che piuttosto che il carico di sfide, sfighe, sofferenze e responsabilità pretestuose cui lo han sottoposto nell’unità tempo forse sarebbe addirittura meglio lo mettessero semplicemente su quella cazzo di bicicletta facendogli confessare la storiaccia dell’emorroidi a grappolo.

e far accadere a quel punto cose plausibili che però lui non si gode. ché brucia.

[lo chiamano procedural/science-fictional/drama. e son stati pure parchi]

  1. quandofuoripiove
  2. le conseguenze della crisi
  3. boris
  4. du iù ‘no scriinplei?
  5. lo stupore unopuntozero

addicted

posted on | January 24, 2012 | 11 comments

dopo tanto parlarne [ci hanno fatto anche una puntata di siessai niù iorc], fainalli han commercializzato la miracolina e le relative bacche [nonché i semi].

trattasi di discreta figata che altera il gusto come non ve lo aspettereste mai.

se avete degli amici da queste parti, fatevele portare [spediscono anche in italia, ma una volta su due in dogana ci han da ridire, salamadonna il perché].

  1. vo’altri
  2. magari!
  3. il solito problema dell’antagonismo
  4. pioggia di sangue
  5. gridar vergogna agli sconosciuti
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